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Una Brand Identity non si scrolla

Editoriale

Viviamo in un’epoca in cui la comunicazione di brand viene compressa dentro formati a scorrimento.
Una bio di Instagram. Una caption efficace. Un carosello ben congegnato.
Ma costruire un’identità – quella vera – è tutt’altra cosa.
Richiede una regia, che non si fermi alle regole dell’algoritmo.
Richiede una prospettiva lunga, che non si accontenti di raggiungere con velocità una performance effimera.
Soprattutto: richiede una visione che abbia la forza di resistere all’oblio digitale.
Nel mio lavoro quotidiano, accanto a imprenditori, manager e responsabili marketing, mi rendo conto che il rischio più grande oggi è questo: confondere la comunicazione con il branding.
Credere che basti “esserci”. Che basti pubblicare. Che basti farsi notare.
Ma il branding non può essere una scintilla che si consuma, perché è l’arte di dare forma a qualcosa che non si vede, ma si sente: la personalità di un’azienda.
E la personalità – quella autentica – non si può improvvisare.

Costruire personalità di brand richiede metodo, non intuito

Non è avere l’idea giusta.
È fare in modo che quell’idea regga nel tempo. Che sia coerente con ciò che sei.
Che sappia evolvere senza perdere la propria identità.
Il mio lavoro come Direttore Creativo non è, come molti pensano, “avere idee”.
È definire l’architettura dentro cui un brand si può muovere liberamente, senza diventare altro da sé.
Il tono di voce. Il ritmo narrativo. Il sistema visivo. Le scelte strategiche.
Se lo faccio bene, ogni azione di comunicazione parla e agisce per il brand, rafforzandone la presenza nel mondo.

La coerenza come guida

Dimentica ogni definizione da vocabolario. La coerenza quando parli di brand identity, è la forza invisibile che permette a chi ti osserva di riconoscerti, anche quando cambi.
È ciò che rende un brand distinguibile, anche fuori contesto.
È la condizione necessaria per essere credibili.
E in un panorama dove tutto è copia di una copia, la credibilità è la nuova unicità.

La ripetizione è la madre della riconoscibilità

Un altro tema sottovalutato è la ripetizione.
Nel branding, non è una debolezza: è una strategia.
Ripetere vuol dire rendere familiare qualcosa che è stato pensato con intelligenza.
Solo quando ti sembra di averlo detto troppe volte, vuol dire che forse il tuo pubblico sta iniziando ad associarlo a te.
Quindi, che cosa significa fare branding?
Sedimentare.
Misurando la capacità di una campagna, di una linea di comunicazione, di una content strategy dalla sua capacità di far vivere al tuo pubblico sempre la stessa esperienza.
Che tu stia pubblicando un post, disegnando un biglietto da visita o progettando un’interfaccia digitale.
E se c’è una cosa che possiamo imparare, è questa: un’identità solida non ha bisogno di gridare.
Ha bisogno di durare.
A brand is the most valuable real estate in the world: a corner of someone’s mind.
John Hegarty
(Co-founder di BBH – Bartle Bogle Hegarty)

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